Furizon 2018: Sideralis – memorie di un viaggio spaziale

Che cos’è Furizon?

La comunità furry al giorno d’oggi si sta indubbiamente diffondendo in maniera sempre più capillare. Complice, probabilmente, la sempre maggiore accessibilità ad Internet, il quale grazie a siti dedicati al tema ne ha permessa la diffusione. Anche i social network hanno dato un contributo molto forte, consentendo la creazione di pagine, gruppi ed eventi, con lo scopo di chiamare a raccolta tutti gli appassionati del genere. Nonostante sia evidente che buona parte di questa comunità si sviluppi attraverso la rete, ci sono alcune manifestazioni fisiche caratteristiche del furry fandom: ci stiamo riferendo a iniziative come furmeet e conventions. I primi mirano principalmente al ritrovo fra furries, con il supporto di qualche attività (nel caso di furmeet della durata di più giorni) mentre le seconde possiedono un’impostazione più formale, grazie ad attività come i panel (veri e propri seminari dedicati ad un determinato argomento).

Il nostro paese non si fa trovare impreparato a tal proposito: da diversi anni si organizzano ritrovi durante le fiere del fumetto più importanti d’Italia (con esiti più che positivi), ma anche veri e propri eventi dedicati a tutto ciò che riguarda l’universo furry. Infatti, è proprio grazie ad iniziative come Furizon che possiamo permetterci di vivere esperienze di questo calibro anche nel nostro paese.

Furizon è un furmeet che da ben 4 edizioni si svolge a Segonzano, in provincia di Trento, all’interno di una casa autogestita chiamata “Casa Magnola”. Si tratta di una struttura in grado di ospitare fino ad una sessantina di ospiti circa. Una delle caratteristiche sicuramente più apprezzate di questa località è, probabilmente, rappresentata dal contesto in cui si trova, ovvero fra boschi e montagne!

Il progetto è nato nel 2015 dall’idea di SilverWolf e Rigel, già noti precedentemente nel fandom come organizzatori di eventi. Ovviamente, come da tradizione, anche questa edizione di Furizon si è svolta sulla base di un tema, in particolare, quest’anno è toccato a quello di genere fantascientifico/sci-fi. Infatti, dopo i capitoli “Hunting season” e “Penumbra”, la trilogia si è chiusa con “Sideralis: Per aspera ad Astra”. Dopo tutte queste premesse, è giunto il momento di immergerci nel vivo della vicenda: salite con noi a bordo dell’astronave I.S.S. Samsāra, perché una spedizione oltre i confini dell’atmosfera terrestre ci sta aspettando, e noi di FurryDen non potevamo certo mancare!

Il progetto Sideralis e la fatidica spedizione

Novembre 2500, diciassette anni dopo il reclutamento dei volontari per l’equipaggio.

Ci troviamo nella sala comune dell’astronave I.S.S. Samsāra, e dopo quasi una ventina d’anni in criostasi, le nostre memorie faticano a ricordare gli avvenimenti accaduti. Improvvisamente, da un’ascensore del mezzo spaziale, compare il capitano Zebediah Avraham, che con tono cupo ma conciso, ci dà un’importante comunicazione. Le parole del capitano rinfrescano le nostre menti, rammentandoci che ci troviamo qui per raggiungere uno degli obiettivi più ambiziosi nella storia della Terra: la spedizione sul pianeta Andlàngr. L’intera colonia e il suo equipaggio si sono risvegliati in seguito all’atterraggio della nave, per dare il via al processo di colonizzazione del nuovo pianeta. Subito dopo, in qualità di leader dell’equipaggio, il genio civile Grigorij Markov e il capo-tecnico delle telecomunicazioni Zaiod Freidman ci spiegano che di lì a poco avremmo dovuto iniziare ad accumulare risorse di primaria importanza, servendoci dei nostri “datalogger” (pare che sulla terra questi dispositivi un tempo fossero conosciuti col nome di “smartphone”). Lo scopo era quello di collezionare “scansioni” (ovvero riproduzioni digitali altamente dettagliate, simili a quelle che in passato avremmo chiamato “fotografie”) di organismi animali, vegetali o addirittura minerali caratteristici del nuovo pianeta. Tali risorse, secondo il capitano e i suoi seguaci, avrebbero procurato all’intero equipaggio gli strumenti di prima necessità per la sopravvivenza su Andlàngr.

Il silenzio cade sovrano per una decina di secondi sull’intera colonia. Si spengono le luci, e fra gli sguardi incerti e quelli risoluti di chi già sapeva di avere un ruolo ben preciso, inizia la spedizione: ora si gioca sul serio. Mentre l’equipaggio parte fra i boschi in avanscoperta, il capitano trama qualcosa…

Così, durante la notte, qualcuno si è addentrato nel bosco a notte fonda per cercare gli scatti più rari e bizzarri, altri si sono limitati a cercare soggetti da immortalare attorno alla struttura… Altri ancora, invece, hanno preferito il letto e le coperte piuttosto che assolvere al loro dovere di coloni!

Ogni serata dell’evento è stata caratterizzata da originali attività, mentre la trama proseguiva lungo il suo corso, senza mancare di colpi di scena. Tutte queste iniziative hanno permesso di coinvolgere non solo noi ma bensì tutti i partecipanti, in una vera e propria avventura arricchita da rappresentazioni sceniche e attività, che ci spronavano a collaborare tutti insieme per raggiungere l’obiettivo comune.

Ma Furizon è stato molto più di un semplice gioco di ruolo e una serie di attività. Altre sorprese ed emozioni ci avrebbero atteso durante i giorni successivi.

Le attività di Furizon

Dopo tutto ciò che abbiamo raccontato fino ad ora, diventa sempre più evidente che definire Furizon un semplice furmeet, alla stregua di un comune raduno, sarebbe quantomeno un po’ riduttivo. Come abbiamo già avuto occasione di annunciarvi, infatti, il tema annuale accompagnato dalle sue coinvolgenti attività è solamente una delle caratteristiche di questo evento. Furizon propone anche altre iniziative, forse più tradizionali, ma che permettono alla comunità furry di esprimersi al massimo delle sue potenzialità sotto diversi aspetti, come l’arte e il fursuiting. Per scoprire di che cosa stiamo parlando, seguiteci in questa carrellata!

Il Dealers den

L’arte è sicuramente una delle componenti di maggiore attrattiva all’interno del fandom. Proprio per questo motivo, a Furizon non poteva certo mancare una sezione dedicata agli artisti e alla creatività! Ci stiamo riferendo al dealer’s den, una piccola area dove, previa iscrizione anticipata, chiunque avrebbe potuto esporre i propri elaborati. L’attività si è svolta nelle giornate di venerdì e sabato, durante fasce orarie definite. A questa particolare iniziativa, che ha fatto dell’arte il suo cavallo di battaglia, hanno partecipato circa una dozzina di artisti, i quali hanno potuto mostrare i loro lavori delle più disparate tipologie. C’è chi ha esposto i propri disegni, chi nel frattempo era intento a sbizzarrirsi con matite, pennarelli e acquerelli (o perché no, anche con la tavoletta grafica!). Ma non solo i disegni sono stati protagonisti del dealer’s den: c’è anche chi ci ha stupito con le sue creazioni più originali, come l’incisione di immagini su portachiavi in cuoio o su segnalibri artigianali.

In tutto ciò, non mancava ovviamente la possibilità di commissionare al momento sketch al proprio artista preferito. Curiosa, ma al contempo molto apprezzata, anche la partecipazione da parte dello staff Furizon al dealer’s den, che ha contribuito a renderlo ancora più ricco mettendo in vendita magliette e altri interessanti gadget riferiti ai temi delle scorse edizioni. Insomma, si è rivelata una grande occasione per mettere in diretto contatto gli artisti con il loro pubblico, che ha così avuto la possibilità di conoscere ancora più a fondo lo sforzo e l’impegno presente dietro ad ogni opera.

Abbiamo visto che l’arte, anche nel furry fandom, può esprimersi in tante e diverse forme, non solamente attraverso il disegno… E quale altra forma artistica, se non il fursuiting, è in grado di fondere arte e manodopera nel modo più creativo possibile? Riguardo quest’ultimo argomento, c’è chi si è offerto per farci conoscere meglio il processo produttivo dietro a queste vere e proprie opere d’arte…

Il panel di Octochels (Cat Says PANDA – CSP Fursuiting)

Mara (in arte “Octochels”), è un’artista piuttosto nota all’interno della comunità furry italiana, ma da diversi anni ha iniziato anche ad occuparsi di fursuit, ed ha già ricevuto diverse commissioni da parte di altri furries, principalmente italiani. Grazie alla sua esperienza, si è gentilmente offerta per discutere a Furizon un panel incentrato sulla costruzione di fursuit (per chi non lo sapesse, ricordiamo che i panel altro non sono che dei seminari più o meno prolungati dove vengono trattati uno o più argomenti). Ogni fursuit ha dietro di sé un lungo trascorso: possiede una storia fatta di misure, cuciture, pelliccia sintetica, colla a caldo, ma soprattutto tanta… tanta pazienza! Durante la lezione, tenutasi nella giornata di venerdì 1 giugno, Octochels ha spiegato in che modo viene fabbricata una fursuit da zero, mostrandoci attraverso le diapositive foto e video delle varie fasi di lavorazione, a partire dalla modellazione iniziale, fino alle fasi finali di rifinitura. Oltre ai contenuti multimediali sono stati utilizzati anche materiali di supporto tra cui parti di fursuit in lavorazione e vari campioni di pelliccia sintetica, gommapiuma, e tutti i materiali necessari per portare a termine una fursuit. Immersi fra resina, gommapiuma, pelo e quant’altro, insieme alle nozioni di Octochels, ci siamo resi conto di quanta dedizione, impegno e soprattutto tempo siano richiesti per completare questi fantastici costumi!

Se siete fra coloro che vogliono cimentarsi nella realizzazione di una fursuit, preparatevi ad affrontare lunghi mesi di lavoro e spese piuttosto ingenti. Una fursuit è infatti costituita da materiali piuttosto pregiati, a partire dalla pelliccia sintetica: non stupitevi quindi se commissionarne una vi richiederà un costo che può arrivare anche a qualche migliaia di Euro.

Ma al termine di tutto, quando avrete il lavoro completo fra le vostre zampe, la soddisfazione sarà enorme, talmente tanta che non vedrete l’ora di sfoggiare la vostra fursuit in pubblico.

Proprio le fursuit sono state le protagoniste indiscusse di Furizon nella giornata di sabato 2 giugno grazie alla mitica fursuit walk!

Fursuit walk

La fursuit walk è stata la novità di spicco dell’edizione di quest’anno. Si tratta di un’attività caratteristica di conventions e furmeet: una sfilata che vede coinvolti i fursuiter e tutti gli altri partecipanti all’evento. Finalmente, da quest’anno anche Furizon può vantarsi di avere la sua fursuit walk!

Un lungo corteo condotto da animali antropomorfi ha quindi sfilato attraverso le strade del centro storico di Trento. Ovviamente, tante sono state le reazioni da parte dei cittadini, che in generale sono rimaste piuttosto stupite nel ritrovarsi un gruppo di pelosi e squamati girovagare per le vie della città.

Al termine del nostro tragitto, lungo poco meno di un chilometro, ci aspettava la funivia cittadina, che ci ha permesso di raggiungere una posizione sopraelevata, con tanto di panorami mozzafiato sulla città di Trento. Inutile dire che, una volta in cima, abbiamo approfittato della meravigliosa vista per scattare una miriade di foto, grazie anche ad una terrazza panoramica che si prestava particolarmente agli scatti più bizzarri. Oltre alle tante foto scattate, la presenza di un piccolo bistrot ha permesso ai fursuiters di trovare un po’ di sollievo dal caldo, dato che qui hanno potuto spogliarsi e cambiarsi con calma. Altri ancora hanno approfittato del momento di pausa per rivedere gli scatti fatti poco prima; qualcun altro ha invece colto l’occasione per gustarsi un gelato e rilassarsi.

Dopo la fursuit walk e una serata accompagnata da musica, ci attendeva l’ultima notte a Casa Magnola. Il giorno dopo, avremmo dovuto fare le valigie per prepararci alla partenza…

Conclusioni e ringraziamenti

La mattina successiva, dopo la colazione e qualche ora necessaria per sistemare la valigie, ci siamo tutti riuniti davanti all’entrata principale. Impegnati ad abbracciarci e salutarci, la nostra attenzione è stata subito richiamata per poter scattare un’ultima grande foto di gruppo. Il momento è stato colto soprattutto da parte dello staff Furizon per farci i loro più sentiti ringraziamenti, per averli aiutati a realizzare un evento così emozionante. Sono stati quattro giorni fantastici anche dal loro punto di vista, e senza nascondere una certa commozione, ognuno di loro ha raccontato le proprie impressioni riguardo a questo furmeet che stava per concludersi.

Anche noi, in qualità di inviati di FurryDen, non abbiamo potuto fare altro che complimentarci a nostra volta con lo staff. Furizon ci ha dato la possibilità di incontrare, magari per la prima volta, molti furries che fino a quel momento conoscevamo solamente online, oltre ad offrirci tante coinvolgenti attività. Il fatto di poter incontrare fisicamente qualcuno con cui condividere un interesse comune così vasto è sicuramente una grande opportunità, e oseremmo dire che Furizon è perfettamente riuscito in questo intento.

Il nostro più grande ringraziamento, naturalmente va a tutto lo staff, composto da SilverWolf, Rigel, DanMag e Andrea, per averci concesso il loro supporto morale e materiale, tutte le informazioni e soprattutto le autorizzazioni necessarie per scattare e pubblicare le foto e i video all’interno dell’evento. Grazie al loro lavoro e alla loro disponibilità, abbiamo potuto realizzare questo reportage, ed abbiamo trascorso 4 giorni all’insegna del gioco e dell’amicizia.

Un ultimo grazie va ai lettori, ai followers, ai membri del nostro spettacolare network che ci seguono e ci supportano ogni giorno con entusiasmo! Se avete avuto il coraggio di spingervi fino a questo punto dell’articolo, vi saluto anch’io! Nella speranza di essere riuscito a trasmettervi almeno una parte delle grandi emozioni che abbiamo vissuto a Furizon, vi do appuntamento al prossimo articolo, ma non prima di lasciarvi al video-photobook che abbiamo preparato per voi e alle foto degli altri partecipanti, che troverete nell’album condiviso.

– Degron



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