Erydor’s story – Life is not a movie.

Erydor’s Story – Life is not a movie (La storia di Erydor. La vita non è un film.) è il primo di una trilogia di racconti brevi scritti da Sarydor e pubblicati per la prima volta su The Lion King Forum Italia.

Con un taglio fortemente autobiografico, Sarydor racconta la sua avventura a partire dal giorno in cui, suo malgrado, è stato costretto a lasciare il mondo dei vivi.

Quello che state per leggere è un racconto intenso, che vi trascinerà in un vortice di emozioni e sensazioni tenendovi con gli occhi incollati alla pagina fino all’ultima riga. Non vedrete l’ora di leggere il seguito.

Oggi è una giornata strana, apparentemente sembra normale, uguale alle altre, ma… boh, c’è un qualcosa di strano nell’aria. Sarà una mia impressione.

So che hai qualche problema, cerco di rimanerti il più vicino possibile.

Mi soffermo ad osservare un oggetto e non mi rendo conto che tu stai continuando a camminare avanti, finché un tuo singhiozzo attira immediatamente la mia attenzione.

Sto per correre verso di te preoccupato, ma tu mi dici di fermarmi.
Mi fermo stupito, incredulo.
Che ci fai con quella pistola in mano?

Restiamo in silenzio entrambi, per un breve ma interminabile momento.

Perchè stai piangendo? Perchè hai quell’arma in mano?

-Perdonami… perdonami se puoi…

Mi siedo di fronte a te, mentre quelle parole generano un dolore immenso dentro di me, un dolore talmente forte che mi impedisce per un istante di scoppiare in lacrime. Ti guardo, sconvolto, mentre tu guardi a terra e lentamente sollevi quell’arma.

-Perchè? Perchè fai una cosa simile? Possiamo fare tutto assieme! Ce la possiamo fare!

I miei occhi si inondano di lacrime mentre mi alzo per avvicinarmi a te, ma tu fai un passo indietro.
Io mi fermo e torno a sedermi, non smettendo mai di guardarti, mentre le mie lacrime ormai cadono copiose a terra dopo avermi completamente inzuppato il muso.

-Non ce la faccio! Non posso…
-Si che puoi! Ce la facciamo vedrai!

La disperazione ha ormai il sopravvento su di me, mi rendo conto di quello che sta per accadere, ma non voglio accettarlo!

Cazzo non ora!
…Dopo tutto…
…No!!

Ma tu ormai mi stai già puntando quell’ arma contro, e io rimango li, immobile.

-No, tu forse ce la puoi fare, io no…

Ma che cazzo sta succedendo? Siamo ad un passo dalla fine, ci stiamo quasi riuscendo e tu vuoi mollare tutto?

Poi penso…

Ho ragionato da egoista, pensando solo a me. Levo lo sguardo e per un istante incrocio i tuoi occhi.
Che belli che sono…

-Allora spara, ma mira dritto al cuore…

Ti vedo mentre volti la testa di lato, strizzi gli occhi, ma non accade nulla.

-Se davvero hai deciso questo, leva la sicura e spara…

Dentro di me i pensieri vorticano a velocità incredibile, mentre la paura aumenta in maniera vertiginosa.
Perché deve accadermi questo? Tutti quei bei momenti, attimi irripetibili, di una bellezza indescrivibile, perché devono finire in un modo così? So che hai le tue ragioni, e so che in fondo è anche colpa mia se tutto questo è accaduto.
Dove ho sbagliato?

Poi un dolore immenso permea ogni fibra del mio corpo.
La potenza di quel proiettile mi scaraventa a terra.
È come se una spada di ghiaccio mi avesse attraversato il petto, conficcandosi nel mio cuore, che istantaneamente cessa di battere.

Sto per morire!

Ho paura…

Vedo un’ombra correre verso di me, e sento una mano che mi accarezza il muso, poi tutto diventa nero.

Dove sono?

DOVE CAZZO SONO?

Apro gli occhi…

Questo posto lo conosco!
È dove ero prima!

Ma perché non ci sono colori?
Perché è tutto in bianco e nero?

Inizio lentamente a guardarmi attorno ma non capisco.
Poi ti vedo, in lontananza. Inizio a correre sempre più veloce mentre le lacrime mi rigano il muso, inzuppandolo completamente.

Non ci sei solo tu, c’è anche qualcosa a terra. Corro sempre più veloce mentre il terrore mi divora.

Sono io… Sono io a terra!
Sto sognando… Svegliatemi da questo incubo vi prego!!

Perché piangi?
Chi è quello a terra?
Perché c’è tutto quel sangue?

Piango e tremo… Allungo timidamente una zampa fino quasi a sfiorare quel corpo a terra, ma non sento nessun contatto.

Che cazzo sta succedendo?
E perchè continui a piangere?

Improvvisamente ti alzi e corri via, io rimango li, immobile.

Osservo.

Velocemente stanno arrivando altri, curiosi di sapere cosa sia successo. Sento i loro mormorii, ma io sono pietrificato; l’unica cosa che riesco a fare è piangere, piangere senza sosta.

FATE QUALCOSA CAZZO!!!

Urlo, scatto contro i presenti…

Ma non accade nulla.

Nessuno mi sente.
Nessuno mi vede.

Cosa mi è successo? Non capisco.

Rimango immobile in un angolo, senza mai smettere di piangere.
Mi ritrovo solo, tutti se ne sono andati ma non me ne sono neanche reso conto.

Io e quello che rimane di me.

La terra ormai ha assorbito il mio sangue, ne rimane solo una traccia secca sul terriccio. Il sole ha lasciato ormai posto alla luna, alle stelle, alla notte.

E adesso?
Cosa faccio?
Non lo so.

Sto tremendamente male.

Tu dove sei? Non immagini quanto vorrei un tuo abbraccio ora, sentire di nuovo le tue dita che si fanno strada tra la mia criniera.

Non mi rendo neanche conto del tempo che passa e in un lampo, ecco il nuovo giorno che nasce; ma non me ne frega nulla.

Ormai….

Qualcosa attira in qualche modo la mia attenzione. Sagome nere scendono veloci dal cielo e si avvicinano con i loro becchi neri e lucidi a ciò che di me rimane.

NO!
ANDATEVENE!!

LASCIATEMI IN PACE!!!
LASCIATE IN PACE CIO’ CHE RESTA DI ME!

ANDATE VIA LURIDI FIGLI DI PUTTANA!!!

Sono completamente accecato dalle lacrime e mi scaglio ferocemente contro quei mangiacarogne che si stanno avvicinando a quello che resta di me.

Con gli artigli sfoderati e le fauci spalancate, mi avvento contro quegli spazzini, ma senza effetti.

Il mio corpo attraversa i miei bersagli.

Mi volto per tornare alla carica ma in quel momento vedo quei corvi straziare le mie carni.
COSA CAZZO STA SUCCEDENDO?!!!

Esplodo in un pianto infinito mentre scappo, abbandonando il mio corpo al suo triste destino. È questo quello che mi spetta?

Non è sufficiente morire?
Di me cosa resterà?
Una carcassa da spolpare?
Non resterà altro che un mucchietto di ossa.

Non so per quanto ho corso. Non sento stanchezza, non sento la fame, non sento il bisogno di dormire.
Sento solo un dolore sordo dentro di me.

Giorno e notte si susseguono, ma per me non fa alcuna differenza.
Lentamente torno in quel luogo e ti trovo li.

Non me lo sarei mai aspettato, sai? Qualcuno ha scavato una buca e dentro c’è quello che resta del mio corpo materiale.

Tu sei lì, e stai piangendo. Silenziosamente mi avvicino, ma mi rendo ben presto conto che tanto non puoi né sentirmi, né vedermi. Che ingiusta che è la vita…

Ma non mi interessa, quello che mi preme più di ogni altra cosa è vederti felice. Ma è impossibile, me ne rendo conto. Il ricordo di ciò che è successo è troppo vivo.

Passano i giorni, pian piano tu ti stai riprendendo, a me basta questo; lo sai, io voglio che tu sia felice.

Anche se non puoi vedermi, io ti seguo ovunque tu vada.
Poi, un giorno, ti allontani, superi una barriera invisibile che io non posso superare.
I minuti diventano secoli, ma poi torni.
Ogni giorno superi sempre quella barriera, e ti soffermi sempre più, e io rimango da questa parte ad aspettare il tuo ritorno.
Passano giorni interi tra una tua partenza e un tuo ritorno, ogni giorno diventa un secolo, ma non posso fare altro che restare qui, in silenzio, ad aspettarti.

Lo so, fa male tornare in questi luoghi, i luoghi che ora sono la mia dimora eterna, lo capisco.
Sono qui che ti aspetto, se vorrai, sai dove trovarmi.

Quel luogo è ancora intriso col mio sangue, anche se non si vede ormai più.
E io continuo ad aggirarmi li, senza nessuna meta.

È questa la fine che aspetta a chi ha perso la vita?

Sembra strano, ma ogni tanto qualcuno passa di qui, e ricorda gli istanti della mia morte. Li sento ancora mentre dicono “Poveretto, che fine che ha fatto…”

Idioti… Che fine ho fatto?
La fine che ogni guerriero desidera fare!
Sono morto combattendo una battaglia!
Una battaglia che per me rappresentava tutto!

Voi invece?
Che potete vantare?

Eh?
Che cazzo potete vantare!!

Avete mai combattuto per qualcosa di prezioso?

Ero un leone, e lo sono ancora adesso.
Non voglio la misericordia di nessuno!

Sono orgoglioso di aver lottato una battaglia forse anche persa in partenza, ma almeno io ci ho creduto fino alla morte!

E lo rifarei milioni di volte!

Perché ho combattuto per una cosa che ha fondamentale importanza nella vita di ognuno di noi!!

Eccoti, stai tornando, aspetta che ti vengo in contro!
Ah, già… Non puoi vedermi o sentirmi, lo dimentico sempre…

Ma come mai vai già via?
Poi dopo torni?

Hey…
Torni…?

Sembra quasi che col tempo io ti stia perdendo del tutto…
Hai di nuovo oltrepassato quel confine, e io non posso seguirti…

Stavolta non credo tornerai indietro…
Sto piangendo mentre ti guardo per l’ultima volta allontanarti.
Sì, anche un guerriero piange, anche un leone…

ANCHE UN FOTTUTO LEONE PIANGE!!

E’ il mio destino ormai… Rimanere confinato in quest’isola alla deriva.

Hey…
Sii felice.

Io voglio solo questo…
Sii felice, per favore.

E se vorrai ricordarti del vecchio leone, beh…
Io sono qui.

Resto qui, anche se non mi potrai vedere né sentire.

Non ti chiedo di ricordarmi per sempre, no. Non sono così presuntuoso e non lo sono mai stato.
Voglio solo che tu sappia che io non mi dimenticherò mai di te.

Ti voglio bene, non dimenticarlo mai.

Erydor

Sarydor a.k.a Simone, classe 1979 è un leone genovese. Partecipa poco attivamente al fandom, ma si ritiene furry da sempre (da ragazzo le sue serie preferite erano Voltron e Daltanious, guarda caso entrambe avevano riferimenti ai leoni ^^).
Meccanico per passione ma lavora al porto. Nel tempo libero fa volontariato ed è autista-caposquadra sulle ambulanze, operatore di colonna mobile nazionale della protezione civile. Amante della pesca, giocatore di soft air e pure DJ e tecnico audio/luci. Come se non bastasse amministra il The Lion King forum Italia”

Revisionato da FurryDen previo consenso dell’autore.

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