L’intervista: Scale

Dopo la nostra esperienza a Zampacon 2017, che vi abbiamo raccontato QUI eravamo curiosi di sapere cosa ci fosse dietro all’organizzazione della prima convention furry italiana, e così siamo andati direttamente a parlare con Alessio Scalerandi, aka Scale: artista furry e non solo, veterano del fandom italiano, che fa parte dello staff di Zampacon ormai da alcune edizioni. Ne abbiamo approfittato anche per saperne di più su di lui e sulla sua professione di artista. Fortunatamente, abbiamo incontrato una persona cordiale e disponibile che si è raccontata con grande sincerità ed entusiasmo! Vi presentiamo dunque l’intervista completa.

Caro Scale, molti nel fandom non ti conoscono, oppure ti conoscono soltanto “di fama”… Vogliamo parlare innanzitutto un po’ di te?

  • Sicuro! Non ho mai avuto problemi a rivelare il mio nome o la mia partecipazione alla comunità furry… Facebook e Google sanno già tutto lo scibile su di me! xD

Molto bene, iniziamo con la prima domanda, che è anche un po’ provocatoria… Artista furry: ti definisci più artista o più furry?

  • Mhm, penso di capire dove vuoi arrivare, ma non so darti una risposta precisa. Tanto “artista” che “furry” sono etichette piuttosto vaghe… Diciamo che senza dubbio senza il furry non farei l’artista oggi, mi sarei dedicato ad interessi più convenzionali. Da piccolo disegnavo, ma era un hobby come un altro…
“Sleepy” di Scale ©2017
Olio su faesite

Quindi si può dire che la tua passione per l’arte nasca proprio dal furry?

  • Senza dubbio! Come ti dicevo da piccolo disegnavo, ma è stato solo quando ho iniziato a scoprire il furry fandom e ho capito che le storie di animali antropomorfi, che mi avevano accompagnato nell’infanzia, potevano avere un risvolto anche nell’età adulta, che ho iniziato a disegnare con più impegno e mi sono venute un sacco di idee, che mi hanno portato poi a studiare l’arte e ad appassionarmi ad essa a 360 gradi.

E come sei riuscito, partendo dal fandom, ad appassionarti all’arte in generale? Di solito il fandom considera l’arte furry una sorta di mondo a parte… ed in effetti anche dal punto di vista economico l’arte furry segue canoni totalmente diversi rispetto a quelli dell’arte contemporanea.

  • Hai ragione, entrambe queste cose sono vere. È stato un processo piuttosto lungo: mi considero appassionato di arte in generale solo da quando ho iniziato a dipingere, una decina di anni fa… prima disegnavo con atteggiamento diverso e rivolto esclusivamente al mondo furry.
“Untamed” di Scale ©2016
Olio su faesite

In conclusione, diciamo che il fandom ti ha dato una forte spinta creativa, che non credi avresti avuto altrimenti?

  • Oh sì! Prima del furry, i miei interessi erano di un carattere totalmente diverso. Mi piacevano l’informatica e i Lego, e difatti mi sono laureato in informatica, e ho fatto per anni il programmatore!

Wow… Un pittore-informatico è abbastanza inusuale direi!

  • Lo pensavo anch’io, ma col tempo ho notato che è un accostamento piuttosto comune nel furry fandom. Nel furry ci sono tantissime persone dagli interessi nerd o che svolgono lavori tecnici, compresi ingegneri, programmatori di ogni tipo, militari, medici, etc… credo anzi che siano la maggioranza rispetto a quelli che lavorano in ambiti umanistici. Sospetto che sotto ci sia un bisogno di equilibrare un po’ propria la vita: facendo lavori molto tecnici a volte serve staccare e dedicarsi a fantasie e sensazioni più “animalesche” e istintive come quelle che comunica l’arte furry.
“Cat at the Bath” di Scale ©2015

Condivido il tuo pensiero, ma non sono un fan del “furry-escapismo” che spesso trovo incoraggi atteggiamenti borderline, specialmente nei gruppi social…

  • Il “furry-escapismo” secondo me è molto meno diffuso di quanto si pensi, non per niente a parlarne tanto sono soprattutto i disadattati da image board… Può sembrare strano ma anche i personaggi più assurdi e i disegni di fetish più estremi sono espressione di aspetti importanti delle persone. Anzi, talvolta sono proprio un modo per esorcizzare e superare i problemi interiori. A tal proposito consiglio a tutti la visione dei talk realizzati in proposito su Youtube dall’artista Jonathan Duncan, anche conosciuto come Stigmata, che parla appunto del furry come mezzo terapeutico vs. pura evasione.

Parlando della tua arte… Mi hai detto che hai una grande passione per la natura, le scienze e gli animali, in effetti nella tua arte si nota un grande naturalismo… Pensi che a parte questo la tua arte abbia una sua impronta distintiva? C’è un messaggio che intendi trasmettere a chi guarda le tue opere?

“Prince of the Savanna” di Scale ©2014
Olio su faesite
  • Sia le mie fonti di ispirazione che le idee che cerco di comunicare cambiano molto nel corso del tempo, in certi periodi mi sono concentrato sul raccontare storie, in altri sul perfezionare la forma, etc…. direi che la costante è che sento i personaggi che disegno come creature dotate di vita propria e cerco di comunicare questa sensazione. anche per questo negli ultimi anni mi sono concentrato molto su immagini di nudo simili ai disegni che di solito si fanno dal vivo. La mia priorità è sempre quella di realizzare immagini che siano piacevoli da guardare a lungo più che da “usare” nei momenti di intimità.
    Questo è anche legato al medium che ho scelto, perché un dipinto è fatto per essere appeso e visto più volte al giorno… non può facilmente annoiarti, come probabilmente farebbe un’immagine porno, se l’avessi davanti tutto il giorno.
Scale fotografato ad una delle sue mostre nel 2016

Se può farti piacere, credo proprio che nella tua arte tutto questo sia ben visibile, perciò ottimo lavoro! Parliamo adesso di Zampacon… Come e quando nasce?

Uno dei fondatori di Zampacon, Valion, ritratto da Scale nel 2014
  • La prima edizione è stata nel 2012, all’Ostello della gioventù di Bologna, un luogo piccolo ma che ha visto comunque una partecipazione e un interesse inediti nel fandom italiano, che hanno spinto la convention a crescere per incontrare i desideri e i bisogni di un pubblico in costante aumento. Ho vissuto le prime tre edizioni da partecipante e mi è piaciuta subito: pur con i limiti posti dalle prime location aveva l’impianto di una vera convention. Di fatto poi è stata la prima iniziativa rivolta a tutti i furry italiani e ha portato una certa unità di interessi in un fandom che è costantemente segnato dalla frammentazione (anche se poi ci sono state nuove divisioni e polemiche… sembra sia una caratteristica peculiare del furry italiano xD). Fondatori di Zampacon sono Ajani, Valion e Rov, io sono entrato nello staff a partire dal 2015, ma conoscevo già molto bene tutti e tre. Ero con loro ad EuroFurence 2011 e ci eravamo appena presentati quando decisero di provare ad organizzare una convention anche in Italia, dato che ormai iniziava ad esserci un numero sufficiente di furry interessati. l’esperimento fortunatamente ha funzionato!

Qual’è quindi il vostro obiettivo?

  • L’idea che abbiamo in comune è senza dubbio quella di portare avanti un evento di qualità che sia un punto di riferimento per i furry italiani e che faccia al contempo da ponte verso la comunità furry globale. Abbiamo già avuto vari ospiti stranieri alla convention, che l’hanno apprezzata molto e sono ritornati nelle edizioni successive. Zampacon è stata progettata praticamente da subito sul modello delle convention vere e proprie, con panel, Dealers’ Den, gestione rigorosamente no-profit e perfettamente in regola con tutte le norme di legge. Prestiamo molta attenzione a fattori come la sicurezza e la fruibilità delle attività da parte di chi non parla italiano, per cui contiamo di attirare sempre di più partecipanti esteri, in modo da ampliare le possibilità di stringere amicizie ed essere una buona vetrina per gli artisti che partecipano alla convention. I dati ci danno ragione: l’affluenza è stata in crescita costante e al tempo stesso molti dei partecipanti tornano ogni anno. La partecipazione alle attività sul posto è buona, tuttavia non abbiamo molte proposte di panel da parte dei partecipanti né molti contributi al conbook, motivo per cui cercheremo di invogliare maggiormente i nostri ospiti a contribuire in questo senso (anzi approfitto dell’occasione per lanciare l’appello ^^).

Veniamo ad oggi… Com’è il rapporto di Zampacon con Bellaria, e come vi fate strada nel fandom frammentato che tutti conosciamo?

  • Bellaria è una buona location che ci ha permesso di giungere a maturazione come evento: ora abbiano le idee molto chiare su quali siano le esigenze di spazio, attrezzature e aspettative dei partecipanti! Inoltre la Fursuit Parade vista la vocazione fortemente turistica della zona, ha avuto un grande successo e siamo molto fieri che sia stata riconosciuta come evento ufficiale dal Comune, con tanto di articoli dedicati sui quotidiani locali. Per quanto riguarda il rapporto con il fandom… Zampacon cerca per quanto possibile di evitare coinvolgimenti diretti nelle faziosità che emergono. quello che vogliamo è portare avanti una convention di qualità dove possano trovare spazio tutte le varie sfaccettature del furry fandom, il resto è secondario.

Tanto interesse, tanti argomenti, anche importanti, giochi, allegria, mercatini… ma come mai poi senti dire “Alla fine non è che vieni qui per la convention, non c’è molto da raccontare o da fare… Stai insieme agli amici, chiacchieri, vai al mare…”. La sensazione è che la gente scelga Zampacon solo perché è una mischia di furry in albergo + vacanza low cost al mare. Che ne pensi?

  • Questa non è certamente l’opinione di tutti i partecipanti 😉 ma il punto è che lo sappiamo, e cerchiamo di venire incontro a entrambe le categorie: quelli che vogliono una convention con panel e attività organizzate e quelli che vogliono una vacanza con altri amici e potenziali amici furry. È normale… tutte le convention si organizzano in quest’ottica, anche in base al feedback dei partecipanti. un esempio è stata la decisione di dare la possibilità a chi lo volesse di dormire fino a tardi o andare in spiaggia o passare più tempo a socializzare, richiesta ricorrente nei suggerimenti che abbiamo ricevuto in passato, che ci ha spinto a ridurre le ore “bloccate” dalle attività, concentrandole nel pomeriggio e durante la sera.

Abbiamo finito, ti ringrazio a nome mio e di tutto lo staff FurryDen per averci dedicato un po’ del tuo tempo. Ti saluto chiedendoti 3 consigli per chi muove i primi passi nel nostro fandom, e quindi può capire molto da chi come te lo frequenta fin dal suo arrivo in Italia.
Consiglio numero 1: Per tutti i neo-furry.

  • Approcciate il furry fandom come uno qualsiasi fra i vostri interessi. Non ci sono molte differenze rispetto alle altre community, se non che è un ambiente mentalmente molto aperto in cui non si rischia di essere discriminati per le proprie fantasie.

Consiglio numero 2: Per chi è già nel fandom, ma ha timore a parteciparvi attivamente.

  • Portate nel fandom le vostre passioni e interessi e cercatevi qualcosa da fare attivamente, che sia disegno, fursuiting, scrittura o quant’altro. È un buon modo di fare conoscenze e rompere il ghiaccio!

Consiglio numero 3: Per gli artisti emergenti.

  • Un proverbio inglese dice “Practice makes perfect”, l’esercizio porta alla perfezione. Fate esercizio in continuazione, senza aver paura di prendere ispirazione al di fuori del fandom o di imitare lo stile degli artisti che vi piacciono (ricordate che il “furto” di stile in arte è una costante, il furto di immagini e la copia invece, danneggiano voi e gli artisti che amate!).

Grazie Scale, buona continuazione e auguri per il tuo lavoro!

  • Grazie a voi, e tanti auguri per il progetto FurryDen. È sempre bello scoprire iniziative volte a migliorare il fandom! ^^
“Family” di Scale ©2014

2 Commenti

  1. RiccardOrso

    Beh è un’intervista di tutto rispetto. Conosco quest’artista solo di fama e non è l’unico nel fandom italiano che crea letteralmente opere d’arte che vanno oltre la cerchia ristretta di appassionati di yiff o belle commission in flat color. Da questa intervista si può capire come il fandom può aiutare e anche tanto; tutto sta alle persone e alla loro volontà.

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